venerdì 8 maggio 2009

non si programma mai nulla

Una irrefrenabile voglia di scrivere, ma senza alcuna irrefrenabile ispirazione, produce un triste e complicato agglomerato di parole che spesso non giungono ad una conclusione logica. L'unica valida alternativa (ma probabilmente ne esistono milioni) sarebbe quella di smettere di crearsi il complesso de "ho un blog ma non lo aggiorno mai, ma in effetti ho fatto un video e l'ho pubblicato ma non so se vale come post" e cercare di trascorrere una vita felice sparando fesserie in 140 caratteri su facebook con tutta tranquillità, almeno finché non troverai il coraggio di rendere visibili a 150 persone che conosci i tuoi inutili deliri.

In realtà il problema di fondo è che non si tratta di una mancanza di ispirazione, ma molto più semplicemente, di una incapacità di argomentare, se non di getto e senza un apparente filo conduttore, un qualsiasi parere, opinione, idiozia. Ma forse ancor peggio, è la mancanza di voglia di farlo; sarebbe un'inutile perdita di tempo sproloquiare su un qualsiasi avvenimento accaduto, per altro in rete, dove di pareri, opinioni e idiozie se ne trovano già a centinaia di commenti. Ridicoli, certo.
Ma non siamo qui a trattare dell'appiattimento verso il basso, o forse si. Quanto sarebbe divertente ascoltare le opinioni, se veramente ne esistessero di personali. Di personale c'è di certo l'incapacità sempre diversa di esprimerle, ed ecco che si innervosisce, si inacidisce, e non riesce mai a completare un discorso in maniera classica, con gli applausi e tutto il resto.

Non riesco a scrivere pezzi divertenti, ma lo sono per me, almeno per ora. Purtroppo.


lunedì 27 aprile 2009

noMADEinMILAN

domenica 29 marzo 2009

Credo

Credo che qualcosa non funzioni. Credo che morirò presto. Credo di rendermene conto. E credo di non stare sfruttando il tempo a dovere.

Io e le reazioni istintive siamo due mondi completamente opposti. Non esiste fare qualcosa, qualsiasi cosa, o non farla senza prima pensare l’esatto contrario e la sua conseguenza. Saltale addosso, afferrala e baciala, afferrala e baciala, baciala, abbracciala, avvicinati, va bene parlale:

-Sei molto dolce e sensibile

-in quanto essere umano si.*


Considera il mondo, consideralo un insieme di azioni ragionate male, nate in situazioni di lucidità disarmante. E poi smettila. Lascia che se ne occupino altri, come è sempre stato in tutto e assecondali nei loro gesti, nell’incuria e nell’interesse. Non sopporterei un’esistenza del genere. 
Non la sopporto.





*Risposta con molteplici interpretazioni

lunedì 23 febbraio 2009

silenzi

Sto aspettando il momento giusto per non dire nulla. Voglio cogliere l’istante, quello perfetto, per non esprimermi, essere atteso in una qualche manifestazione, scoprirmi, dire.
Non dire nulla, non perfezionarti, non insistere in una lotta senza sbocchi, senza alcun risultato. Fai sentire il tuo silenzio.

È un gioco di parole, non puoi fare a meno di esprimerlo e sai che non verrà capito.

È un gioco senza parole, non porta a nulla e perciò raggiunge il suo obiettivo.

Hai ancora il coraggio di scrivere idiozie e banalità, sarebbe bello se continuassi sempre, senza vergogna, senza noia. La gioia di esprimere sentimenti inutili, se non altro perchè comuni a tutti; il continuo cercare di esprimerli con grazia, di dargli un sapore diverso, di venderli come nuovi.
Sei un disegnatore scarso, un fotografo scarso, uno scrittore da nulla, non metti l’anima in ciò che provi a fare e subisci un distacco. Non puoi non farlo bene, ma non puoi farlo bene. Sei un condannato a morte, hai perso in partenza e sei partito tempo addietro. Sei partito senza entusiasmo, non puoi dire di averlo perso, non puoi far altro che osservare, decifrare, arrivare in ritardo e colmare un vuoto immotivato, creato a tavolino senza alcuna emozione o forma di rispetto:


- Il prossimo.

- allora...maschio, 1° dicembre…

- svelto su, devo andare a fumare una sigaretta

- …

- dai qua muoviti…

- ecco…

- bene, allora vuoto interiore e sentimento di sconfitta certa, un filo di depressione. Hai il mio accendino?

- si...eccolo, il prossimo lo facciamo solare però…


- non credo, avevano solo le MS al bar

lunedì 8 dicembre 2008

suonatela, grazie.

Mi sveglio la mattina

E il mio pensiero è per te

Non posso fare altro

Se un supporto non c’è

 

Esco a far la spesa

Ma il carrello mio è in difesa

Me ne devo stare buona

Niente bottiglie coi nomi di persona

 

Alla sera sembro alieno

Ma io posso farne a meno

Mi divertirò lo stesso

Non vedrò il mio amico cesso

 

Io da ieri son cambiato

Non son più un alcolizzato

E nei pub chi mi consola

È una sana cocacola

 

RIT

Noi guardiamo già al domani

Salutando con le mani

Siamo sobri e giovani

 

Siam simpatici e salubri

Se esci fuori poi ti copri

Siamo giovani e sobri

 

 

Oramai lo sai appartengo

Ad un circolo a cui tengo

Me ne esco con gli amici

E riusciamo a esser felici

 

Con la briscola e la scopa

Poi un po’ ci si riposa

Poiché arriva Gianmatteo

E si gioca a scarabeo

 

Ora sono più contento

Rido ebete ma mi tengo

Quindi adesso vado a casa

E farò tabula rasa

 

Mi dispiace un po’ però

Per la grappa che ancor ho

Io la voglio salutare

E lasciatemi ubriacare!

RIT

domenica 9 novembre 2008

intervallo

Non credo che tu sia stupido ma, credimi quando te lo dico, io difenderò allo stremo il tuo diritto di essere stupido!
Con questa frase Franz si allontanò sorridente e pieno di sé, lasciando attoniti i pochi presenti al suo delirio. Punzecchiando se stesso era solito arrivare a vette di idiozia inespresse, ma non per questo rinunciava a drogarsi; ma non beveva, anzi, si riteneva molto offeso quando per strada lo bollavano come ubriacone, inutile dire che solitamente questo genere di discussioni si concludeva in rissa. 

Non vogliamo però stare qui ad analizzare la poetica esistenza e il simpatico quanto birichino carattere di Franz, nonostante ciò sembrasse palese ai vostri giovani occhi, bensì lo scopo di queste parole scritte è, esattamente come i più arguti di voi avranno intuito, farvi perdere del tempo. Immaginate solo per un attimo la possibilità che vi si offre: dimenticate per sette minuti la vostra squallida esistenza e potrete sfogarvi sull’idiozia di chi scrive puttanate su un tossicodipendente in vena di escursioni dialettiche quantomeno improbabili. 
Immaginate. 
Non trovate sia fantastico?
A meno che non vi riconosciate in uno qualsiasi dei soggetti di cui si discorre. Ma non abbattetevi, non si ha intenzione di rubare il vostro tempo ancora a lungo, davvero: tornate pure davanti alla televisione.

giovedì 9 ottobre 2008

la società del consumo

La nostra società dovrebbe vergognarsi di esistere, e questa vergogna dovrebbe nascere da semplici fatti fondamentalmente inspiegabili:

La sovrapproduzione
L’inscindibilità di un qualsiasi elemento dal sistema
La formula 1

Tendenzialmente, per un uomo che abbia letto almeno una volta il manuale delle giovani marmotte nella sua vita, non dovrebbe risultare oltremodo complesso smontare e deridere in pubblico o nella propria misera follia il sistema capitalistico. Partendo da un qualsiasi argomento, sia chiaro: dal gatto di mia nonna alle api ruotanti sulle culle dei neonati.

- la mia macchina inquina poco

- si? Inquina comunque.

- beh… ma in…

- per non parlare del processo di produzione della tua macchina, quanto avrà inquinato la tua macchina prima ancora di essere uscita dalla fabbrica?

- …

- probabilmente molto di più di quanto tu riuscirai ad inquinare in dieci anni di giri dell’isolato

Si evince dunque che il problema fondamentale risulta essere l’eccessiva responsabilizzazione del semplice uomo da parte dei media, su temi molto più grandi di lui. Scaricabarile. Multinazionali inquinanti controllano i media che inculcano nell’impiegato l’idea che lui è malvagio, che commette un omicidio ogni volta che lascia un led rosso accesso, che lascia morire dozzine di bambini africani ogni qualvolta si fa una doccia. Lobotomia. Spegnere tutti gli elettrodomestici staccando la spina, non chiedersi perchè siano stati fabbricati in maniera da consumare anche quando spenti. È fatta: ora noi multinazionale si pianta una bella foresta per recuperare i danni fatti da voi, spreconi che non siete altro, e così ci ricaviamo anche qualche credito CO₂.
Cerca di sentirti in colpa in maniera differente.