domenica 2 dicembre 2007

Il massacro della terra (vecchi post di vecchi blog)

In questa triste giornata piovosa riesco tuttavia a essere felice. Siamo riusciti a creare un dibattito, un costruttivo scambio di idee e di questo devo davvero ringraziare Gianandrea, che con i suoi commenti oltre a mantenere vivo il blog, crea uno scambio di idee e informazioni ed offre nuovi spunti per nuovi argomenti.

E così, ricordandoci sempre che questo spazio servirà ad esprimere pareri e non a far cambiare idea alla gente, mettiamo da parte le premesse e dedichiamoci alla nostra distrazione preferita!



Dunque, accennammo in precedenza al problema dell’incidenza della società, come è organizzata, sulla Natura, l’impatto ambientale. Gli uomini oggi, vivendo in una società definita non a caso del consumo, hanno apportato profonde modificazioni nell’ambiente, le quali sono apparse più evidenti con lo sviluppo smisurato verificatosi nell’ultimo secolo. Se la situazione critica in cui si trova il mondo fosse stata dovuta all’avanzamento tecnologico della civiltà nella sua interezza, ci sarebbe stato da mettersi l’anima in pace: ragioniamo insieme sul da farsi, riduciamo le emissioni diminuiamo la produzione etc. la cosa preoccupante invece è che a saturare il mondo di immondizia e di scorie, ad abbattere ettari di zone verdi tanto da arrivare a dipendere da una sola foresta per l’ossigeno (che con ogni probabilità verrà venduto alla gente come l’acqua, di modo che solo i ricchi avranno il diritto di vivere) è stata solo una piccola parte degli ingrati abitanti del pianeta terra.

La situazione odierna può essere riassunta più o meno così: il nord del mondo, i paesi industrializzati pionieri del capitalismo, dopo mezzo secolo di sfruttamento indiscriminato delle risorse del territorio, si accorge di aver trasformato il pianeta terra in una immensa pattumiera e si accorge anche che questo non piace al popolo dei consumatori che, chissà forse per protesta, incomincia a morire a causa di strane malattie come il cancro, e dunque incomincia a immaginare un mondo dove, come in Africa, tutti muoiono a trent’anni e quindi non possono comprare nulla. In preda a queste crisi decidono di passarsi una mano sulla coscienza e cercare quantomeno di limitare i danni allungando la triste agonia della civiltà; sennonché si ritrovano con un’intera metà di mondo in via di sviluppo (Brasile, India, Cina per es.) che per incrementare la rapidità del loro sviluppo non fanno altro che seguire l’unico modello economicamente vantaggioso che conoscono: il modello occidentale che imitano spesso e volentieri con mezzi vecchi e altamente inquinanti che aggravano il danno creato dall’ingente bisogno di materie prime. Allora noi non possiamo certo incolpare il Brasile di stare tagliando l’ossigeno al pianeta, ma noi stessi perché non abbiamo impedito che ciò accadesse in Europa e in America, e allo stesso tempo dobbiamo renderci conto del dannosissimo esempio che danno i paesi in cui viviamo, che sta producendo in Cina una media borghesia di un centinaio di milioni di persone che adottano uno stile di vita occidentale nonostante nelle risorse del pianeta non ci sia abbastanza carne; e pensare che se tutti i cinesi usassero la carta igienica la foresta amazzonica scomparirebbe nel giro di cinque anni…

Non curatevi della forma, ma della sostanza. Meditate gente, meditate!
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