giovedì 9 ottobre 2008

la società del consumo

La nostra società dovrebbe vergognarsi di esistere, e questa vergogna dovrebbe nascere da semplici fatti fondamentalmente inspiegabili:

La sovrapproduzione
L’inscindibilità di un qualsiasi elemento dal sistema
La formula 1

Tendenzialmente, per un uomo che abbia letto almeno una volta il manuale delle giovani marmotte nella sua vita, non dovrebbe risultare oltremodo complesso smontare e deridere in pubblico o nella propria misera follia il sistema capitalistico. Partendo da un qualsiasi argomento, sia chiaro: dal gatto di mia nonna alle api ruotanti sulle culle dei neonati.

- la mia macchina inquina poco

- si? Inquina comunque.

- beh… ma in…

- per non parlare del processo di produzione della tua macchina, quanto avrà inquinato la tua macchina prima ancora di essere uscita dalla fabbrica?

- …

- probabilmente molto di più di quanto tu riuscirai ad inquinare in dieci anni di giri dell’isolato

Si evince dunque che il problema fondamentale risulta essere l’eccessiva responsabilizzazione del semplice uomo da parte dei media, su temi molto più grandi di lui. Scaricabarile. Multinazionali inquinanti controllano i media che inculcano nell’impiegato l’idea che lui è malvagio, che commette un omicidio ogni volta che lascia un led rosso accesso, che lascia morire dozzine di bambini africani ogni qualvolta si fa una doccia. Lobotomia. Spegnere tutti gli elettrodomestici staccando la spina, non chiedersi perchè siano stati fabbricati in maniera da consumare anche quando spenti. È fatta: ora noi multinazionale si pianta una bella foresta per recuperare i danni fatti da voi, spreconi che non siete altro, e così ci ricaviamo anche qualche credito CO₂.
Cerca di sentirti in colpa in maniera differente.
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