sabato 31 marzo 2012

Linea 2

Anche io, come buona parte degli abitanti delle città che hanno la metropolitana, mi innamoro in metropolitana. Ora, la linea 2 della metropolitana di Napoli ha di bello due cose, ma forse meno: una è l’opportunità che offre di spiare nei retri dei condomini di Bagnoli e Fuorigrotta; è difficile trovare in Europa treni abbastanza lenti da poterlo permettere ancora. L’altra cosa è la condizione di disagio in cui viene messo il viaggiatore, non importa l’ora e le condizioni climatiche e nemmeno la tua età e le condizioni di salute: salendo sul treno a Cavour o a Mergellina avrai la democratica garanzia, avvolta in fondo in un senso di divina certezza, di viaggiare male. Chi è seduto accanto a te viaggia male, lo sai, tutti nello scompartimento viaggiano male e anche il controllore. Ed è qui, tornando al nostro discorso, in questa situazione che si creano le condizioni ideali per l’innamoramento: nel metrò hai il tempo sufficiente per scorgere la persona che ti ha colpito, e ti viene incredibilmente donata la possibilità di poterne studiare le reazioni in situazioni di scomodità. Nel metrò le persone agiscono in piena sincerità, sono messe a nudo, non hanno il tempo di studiare le proprie azioni, o non gliene importa nulla probabilmente; ma è senza dubbio in venti minuti di viaggio scomodo che si capisce tutto di una persona. Tutto ciò non riesce ancora a giustificare l’euro e sessanta del biglietto, ma bisognava provarci.



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