giovedì 21 agosto 2014

Manlitudo

Manlio è laureato. La congiuntura economica critica e l'instabilità sociale che caratterizzano l'epoca in cui vive lo costringono a trovarsi un lavoro di ripiego ma che gli garantisca la tranquillità finanziaria di cui ha disperatamente bisogno. Vince il concorso e diventa vigile urbano: nell'ambiente è noto per essere l'unico vigile urbano della Campania ad avere padronanza del congiuntivo, cosa che incute nei colleghi un certo rispetto, mentre provoca negli automobilisti un discreto sconcerto misto a timore.

Manlio è un'anima romantica e vive sempre con un certo trasporto (perdonatemi il gioco di parole) la sua professione e in generale ogni avvenimento che segna la sua giornata: un animo sensibile che tasta ogni mattina il polso della sua città natale dal privilegiato punto di vista dell'ingorgo al semaforo spento nei pressi dell'ingresso della tangenziale dell'Arenella. Da un po' di giorni il nostro vigile si è accorto che qualcosa è cambiato nell'atteggiamento degli automobilisti, ma non è ancora assolutamente sicuro di cosa si tratti, né se effettivamente qualcosa sia successo davvero; probabilmente, riflette la sera prima di coricarsi, potrebbe trattarsi di un cambiamento che riguarda esclusivamente lui, ma che trasferisce inconsciamente sugli ignari, soliti, automobilisti vomeresi. Ma il buon vigile Manlio è un anima antica e si conosce bene, ha rinunciato da tempo all'amore e alla compagnia fine a sé stessa e da buon pensatore raffinato borghese ha intrapreso quella strada che percorrono tutti coloro che hanno un animo sensibile ma nessuno a cui mostrarlo: l'accumulo di ricchezza fine a se stesso a sfregio delle persone che non l'hanno voluto ma che non sanno nemmeno che sia in atto una ripicca contro di loro.

Il comandante Manlio è così, e cerca di distrarsi ereditando passioni dalla televisione e dai giornali, sotterrando i pensieri che lo tormentano in realtà non poco in questo periodo. E infatti questi puntualmente continuano a riaffiorare senza soluzione di continuità, ormai sempre più spesso, ogni notte che segue alle mattinate fatte di ingorghi sempre più lontani da quella qualità di traffico a cui era aduso e a cui contrapponeva la sua eccezionale padronanza del congiuntivo.

Stava effettivamente succedendo qualcosa. Adesso il nostro relativamente agiato vigile poteva avvertire distintamente questo strano cambiamento. Il traffico che bloccava le arterie della città non era più un traffico da trasferimento sul posto di lavoro: il vigile l'aveva letto in un trafiletto su un settimanale di opinioni che la scoperta di una nuova tecnologia aliena avrebbe reso tutti disoccupati da domani mattina. Ma l'aveva letto per caso, seduto sul cesso. In effetti lo ha sempre incuriosito in maniera morbosa il fatto che venisse a conoscenza di cose che per tutto il resto del mondo erano fondamentali e che il resto del mondo dava per scontate in maniera quasi del tutto casuale, per errore. Manlio non è il resto del mondo, almeno questo è il pensiero più immediato che gli passa per la testa; pensa che sicuramente non rientra nella categoria di lavoratori risolti dalla tecnologia aliena, visto che si trova in divisa respirando a fatica nel bel mezzo di uno degli ingorghi più clamorosi che i suoi occhi abbiano potuto vedere e le sue orecchie sentire e i suoi congiuntivi descrivere con una similitudine.

E a questo punto Manlio intuisce anche perchè non fosse a conoscenza di tutto ciò, del lavoro, della tecnologia aliena, degli alieni stessi che invecchiano evidentemente nel traffico anche loro, e gli viene naturale a quel punto di continuare a fare la cosa che ha scelto di fare un po' di tempo fa: vendicarsi crudelmente svolgendo con distacco il proprio lavoro.
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